Taijiquan (tai chi chuan)
TAIJIQUAN 太极拳 T’ai chi ch’üan [Wade-Giles], pugilato della polarità suprema

Taijiquan significa “Pugilato della Polarità Suprema”. Esso applica i principi taoisti dello Yin/Yang e rappresenta, insieme allo Xingyiquan e al Baguazhang, il trittico delle arti marziali interne cinesi.
La rappresentazione grafica del Taiji è quella universalmente conosciuta:
le due gocce bianche e nere che si inseguono, ogni goccia ha al suo interno una sfera del colore opposto a significare che nello yin è insito lo yang e viceversa.
Tale rappresentazione è chiamata "diagramma Taiji" (Taijitu).

Il Taijiquanè quindi la boxe che si rifà ai principi del Taiji.
Il Taijiquan è uno stile di combattimento che privilegia nell’allenamento la lentezza, la continuità, la forza soffice e nasconde tra le sue pieghe la forza elastica, esplosiva e i movimenti a spirale.
Nonostante sia conosciuto e apprezzato dai più come ginnastica per la salute, il Taijiquan in realtà nasce, ed è tuttora praticato, come efficace arte marziale; la sua pratica si sviluppa a partire da una concatenazione prestabilita di movimenti, detta forma o telaio, e da esercizi a due per incrementare radicamento, adattamento e sensibilità (tui shou).

 
CHENG MING TAIJIQUAN
 
Il Taijiquan da noi praticato è il Cheng Ming Taijiquan, conosciuto anche come “Taiji della sintesi autentica” o “Taiji ortodosso” (Zheng Zong Taijiquan), composto nel 1929 da una commissione di maestri di Nanjing a partire dai principali stili classici di Taiji e creato allo scopo di preservare passaggi tecnici e contenuti marziali del Taiji che si stavano perdendo nel corso del tempo.
Tale Taijiquan è stato anche chiamato “Taijiquan completo” o “Taijiquan unificato” (Zonghe Taijiquan) ed era praticato anche da Chen Pan Ling, esperto di Taijiquan e arti marziali.
 
Il Maestro Wang Shujin trasformò e innalzò ulteriormente la qualità di questa forma inserendovi i contenuti di Xingyiquan, Baguazhang e delle posture (zhan zhuang), base del Da cheng quan (Yi quan), fino a realizzare la forma praticata attualmente.
Il Cheng Ming Taijiquan è basato su una sequenza di 99 movimenti, di altissimo contenuto energetico e potente contenuto marziale: il nome Zheng Zong Taijiquan è quindi ampiamente meritato.
L’esecuzione del nostro Taiji, oltre a sviluppare energia, sensibilità e permettere l’applicazione marziale, rinforza le qualità necessarie per affrontare poi Xingyi e Bagua. Al contempo, allenando questi due stili, si migliora a sua volta il contenuto del Taijiquan.
 
 
BENEFICI DEL TAI JI QUAN
 
Il Taijiquan è conosciuto nel mondo per le sue caratteristiche di morbidezza, che lo rendono una vera e propria “meditazione in movimento”, utile al corpo e alla mente.
La sua pratica è adatta a tutte le età.
In età giovanile favorisce lo sviluppo armonico del corpo, guidando la crescita in modo più equilibrato attraverso l’allineamento posturale e il carico di lavoro bilanciato sugli arti inferiori.
Aumenta l’attenzione e la concentrazione, sviluppando nel giovane volontà, autodisciplina e determinazione.
 
In età adulta ed avanzata il Taijiquan svolge una funzione preventiva globale e combatte alcune patologie, contrastando le malattie cardiovascolari e l’osteoporosi.
Favorisce coordinazione, equilibrio e stabilità, allineamento posturale. Incrementa la forza, soprattutto degli arti inferiori, aumenta l’afflusso ematico e l’ossigenazione in tessuti e organi interni, favorendo così i processi riparativi e l’eliminazione delle tossine.
L’attenzione ai dettagli e la memorizzazione della concatenazione dei movimenti favorisce il mantenimento delle funzioni cognitive.
 
Per i praticanti di arti marziali favorisce la continuità e la fluidità, ricercando la fisiologica naturalezza dei movimenti. Oltre al suo aspetto applicativo, i suoi contenuti energetici sono di grande interesse per i praticanti di qualunque disciplina.
 
 
ORIGINI
 
Come per la maggior parte delle arti marziali cinesi tradizionali, la nascita del Taijiquan non è chiaramente databile e attribuibile ad un’unica persona. Esistono ricerche e studi che, da molti anni, ipotizzano diverse possibilità circa le vere origini di quest’arte.
Tuttavia, la maggior parte dei praticanti di Taijiquan attribuiscono l’origine di quest’arte al leggendario Zhang San Feng 張三峰, vissuto probabilmente durante la Dinastia Yuan (1279-1368).
Zhang San Feng, ritiratosi sul monte Wudang, avrebbe compreso i principi alla base dello stile osservando il combattimento tra un serpente e una gru.
Tale arte era a quel tempo chiamata “boxe delle tredici posizioni”. Le tredici posizioni sono la somma dei 5 elementi (wu xing) e degli 8 trigrammi (bagua) del “Libro dei Mutamenti” (Yi Jing), chiamati nel Taijiquan “8 cancelli” (bamen).
Altri studiosi ritengono che il Taijiquan potrebbe essere nato dall’unione di tecniche marziali e principi taoisti con la boxe del tempio buddhista di Shaolin.
 
Il Taijiquan, come la maggior parte delle arti marziali cinesi, si è trasmesso attraverso diverse famiglie dalle quali ha preso il nome: abbiamo quindi alcune famiglie principali, come la Chen, Yang, Sun, Wu, Wu/Hao... che hanno contribuito a diffondere i principi del pugilato Taiji.
 
Sembra che il termine “taijiquan” sia stato adottato per primo da Yang Luchan e, in seguito alla grande popolarità e alla sua diffusione in tutta la Cina, adottato anche dallo stile Chen e dagli altri stili.
Il testo più antico sul Taijiquan finora rinvenuto è quello attribuito a Wang Tsungyueh.